30 gennaio 2026


30 gennaio | 16,00 | Palazzo Compagnoni Marefoschi (via Don Giovanni Minzoni, 11)
INAUGURAZIONE MOSTRA “FIORI D’INVERNO” DI MARIO ONNIS
a cura di Ars in Fabula
30 gennaio | 17,30 | Teatro della Filarmonica (via Gramsci, 30 Macerata)
L’ALA DELLA GIOVINEZZA: PASSAGGIO AL SUD
ELVIO CARRIERI (Dozzina finalista Premio Strega 2025)
ANTONIO GALETTA (Premio Campiello Opera prima 2025)
con la partecipazione di Jan
l’incotro sarà preceduto dalla proiezione e premiazione dei tre booktrailer finalisti del Contest BookShoot organizzato dalla Scuola di Studi Superiori G. Leopardi dell’Università di Macerata.
Elvio Carrieri: è scrittore, poeta e musicista. Il suo romanzo d’esordio Poveri a noi(Ventanas, 2024) entra nella dozzina finalista del Premio Strega 2025, rendendolo il più giovane autore candidato nella storia del premio; il romanzo vince inoltre il Premio Giorgione under 35.
Come poeta, nel 2023 vince il concorso nazionale Niccolò Bizzarri ed è curatore della silloge Sguardi diversi sulla poesia in Puglia (Cacucci, 2025). Sue poesie e prose sono apparse su Linkiesta, Nazione Indiana, SUD, la Repubblica Bari, Minima e altre riviste. Studia all’Università di Bari. È chitarrista e autore nella rock band barese Winstoned.
Nel 2024 pubblica per Ventanas, Poveri a noi, incluso nella dozzina finalista del Premio Strega 2025.
Nel cortile di una scuola media della periferia barese uno studente viene massacrato di botte da un compagno e ricoverato in prognosi riservata. A distanza di pochi metri, inerme, un altro ragazzo osserva la scena. Il senso di colpa per non essere intervenuto lo tormenterà per sempre. Passano quasi vent’anni. Nel frattempo, dimenticato quel momento tragico, Plinio (la vittima) e Libero (il testimone defilato del pestaggio) sono diventati amici. Un’amicizia basata sulla protezione reciproca. Ma quando Libero, professore in un carcere, incontra Letizia, una psicologa originaria della Valle d’Itria, il rapporto con Plinio si trasforma. Sullo sfondo di una città, Bari, ormai ridotta cinicamente alla sua anima scheletrica e post-industriale, tormentata da scandali locali e da losche manovre politiche, non c’è dramma che le tre giovani figure urbane non possano esorcizzare. Non importa quanto dolore vi sia in gioco.
Antonio Galetta: è dottorando in Letteratura italiana presso l’Università di Pisa e Sorbonne Université. Scrive su riviste cartacee e online. Con il suo esordio letterario, Pietà (Einaudi 2024), ha vinto il Premio Campiello Opera Prima 2025 ed è stato finalista alla XXXVI edizione del Premio Italo Calvino. e al Premio Internazionale Flaiano 2025 – Sezione BPER Under 35
Al centro di questa storia c’è un paese in campagna elettorale che sembra uno scenario di guerra. Chi parla è un noi narrante spericolato – dentro cui si fondono l’interesse collettivo e l’egoismo, l’idealismo e il disincanto – che sposta febbrilmente gli occhi da «uno di noi» a «uno di loro» alla «donna che ci tradirà». Questo romanzo è un grimaldello: scardina le dinamiche silenziose del potere e facendolo mette a nudo noi. Senza pietà. I partiti candidati all’amministrazione di un anonimo paesino del Sud hanno nomi strani: c’è l’usato sicuro del «Calderone degli uscenti e degli ex-oppositivi», c’è «Casa dolce Casa» che vuole cambiare lo status quo, c’è la studiata vaghezza della «Delegazione locale di una Forza nazionale» e infine gli odiatori xenofobi di «Contro-Riace». Tra queste armate Brancaleone, nei giorni frenetici della campagna elettorale si scatena una lotta feroce e insieme sottile, senza esclusione di colpi, un gioco pericoloso in cui il bene pubblico si sfalda nel tornaconto privato. In questo libro troverete scene grottesche, amori e tradimenti, una galleria di insospettabili cittadini con le loro vite e i loro garbugli. Un inventore visionario, una profetessa dell’odio razziale, un prete, una miriade di politicanti dotati di molti interessi ma poche idee… E poi troverete una storia in prima persona plurale, raccontata da un «noi» temerario che coincide con le voci di chi, in paese, decide di scendere in campo e schierarsi. Il risultato è un’analisi sul potere lucidissima e divertente, che indaga i meccanismi sottili della persuasione, racconta il valzer del compromesso, i tentacoli della criminalità, le sofisticazioni della cosa pubblica. Antonio Galetta osserva l’infinitamente piccolo della provincia come se stesse guardando un diorama, un plastico, ma in realtà non fa altro che parlare di tutti noi, del nostro essere animali politici.
