Dicembre 28, 2018

ROMANA PETRI

SABATO 26 GENNAIO

ore 17,30 – Sala Ex Cinema Sferisterio

IL GRANDE FREDDO: JACK LONDON

dialoga con Loredana Lipperini e Lucia Tancredi

«Devo scegliere chi sognerà per me». Lo dice Buck, un cane che il piccolo Jack sogna quasi tutte le notti. Jack diventerà il famoso scrittore Jack London. E poi c’è Osac, un altro cane che sembra arrivare direttamente dal Klondike …

Scrittrice italiana. Vive tra Roma e Lisbona. Editrice, traduttrice e critica letteraria, collabora con «La Stampa», il «Venerdì di Repubblica», «Corriere della Sera» e «Il Messaggero».
Considerata dalla critica come una delle migliori autrici italiane contemporanee, ha scritto tra romanzi e raccolte di racconti nove libri. Ha ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti, tra i quali il Premio Mondello, il Rapallo-Carige e il Grinzane Cavour. È stata inoltre finalista due volte al Premio Strega.
Tra le sue opere ricordiamo Alle Case Venie (Marsilio, 1997), I padri degli altri (Marsilio, 1999), La donna delle Azzore (Piemme, 2001), Dagoberto Babilonio, un destino (Mondadori, 2002), Esecuzioni (Fazi, 2005), Ovunque io sia (Cavallo di ferro, 2008), Ti spiego (Cavallo di ferro 2010), Tutta la vita(Longanesi 2011), Figli dello stesso padre (Longanesi 2013), Le serenate del Ciclone (Neri Pozza 2015, vincitore del premio Super Mondello 2016 e del Mondello Giovani), Il mio cane del Klondike (Neri Pozza 2017), Devo scegliere chi sognerà per me (Rrose Sélavy 2018).
Le sue opere sono tradotte in Olanda, Germania, Stati-Uniti, Inghilterra, Francia e Portogallo.


 Romana Petri torna per  raccontare se stessa e gli inverni di Jack London attraverso Buck il cane che il piccolo Jack sogna quasi ogni notte e il selvaggio Osac, il suo cane del Klondike, un cane che, con la sua furia ribelle, sembra uscito proprio da un libro di Jack London.

Osac non è un cane come gli altri. Ingombrante, indisciplinato, scontroso e selvatico, è senza mezze misure e sembra arrivare direttamente dal selvaggio Klondike. Non è, tuttavia, un cane da slitta. È uno di quei cani indomabili che vivono sempre fuggiaschi, che sentono il «richiamo della foresta» e faticano a lasciarsi addomesticare. Il terrore dell’abbandono si è riversato nei suoi occhi, dandogli un’aria forsennata, infernale. Un animale primitivo che non riesce ad accettare interferenze nel rapporto esclusivo e assoluto che instaura con la sua salvatrice, amata in modo morboso, senza riserve. Fino a quando la notizia di una gravidanza inaspettata stravolgerà, nuovamente, la sua vita.